Maestra Manu, come posso affrontare i momenti di “gestione della rabbia” di mio figlio senza entrare in contrasto con lui?

Questa è una delle domande che, come Maestra della materna, mi sento spesso rivolgere dai genitori. La mia risposta è sempre la stessa, che in realtà sono ulteriori domande:

Cosa scatena in te la sua rabbia? Cosa ti provoca? Cosa vedi nel suo viso quando affronti questi momenti?

Lì si apre un mondo, un mondo ogni volta diverso. Potrei dire che antropologicamente un viso arrabbiato ci riporta al nostro essere animale, che la nostra parte razionale sparisce quando siamo arrabbiati, che un genitore in quel momento si trova a gestire ben più di un figlio che sta esprimendo una forte emozione, che sta affrontando intere generazioni di repressione e civilizzazione. Spesso questo ad un genitore però non importa.

Allora la parte legata a studi scientifici lascia il posto a quella meravigliosamente umana che è il vissuto di ognuno di noi. È proprio lì che si cerca la chiave, dentro ogni singolo individuo, è da lì che si riparte.

Cosa scatena in te questa emozione?

Qui entra in gioco un vero e proprio caleidoscopio di sentimenti, che il più delle volte sono legati al timore del giudizio degli altri.

Spesso i nostri pargoli danno il meglio di loro nel supermercato pieno di gente che ti guarda, come se la colpa dei vari disastri mondiali sia tua, ed allora cominci ad implorare il caro pargolo di smetterla. Prima con calma, poi in maniera sempre più energica, fino a che i lottatori di wrestling potrebbero prendere lezioni private da te.

La risposta che il più delle volte mi viene data è “Mi mette a disagio e non so cosa fare”. “Non fare nulla” rispondo.

Perché bisogna per forza reprimerla questa rabbia? Perché non reprimiamo la gioia ma la rabbia sì? Fa parte di noi come qualsiasi altro sentimento, ed allora perché non viverla?

Sempre con la presenza del proprio stare, godiamoci anche questa parte che ci avvicina al nostro essere più primordiale. Imparare ad osservarla, a viverla, a gestirla affinché sia forza vitale e non distruttiva, a trasformarla in qualcosa di creativo, a stare con la rabbia e non essere rabbia. È fondamentale per essere un adulto completo.

Non é facile lo so, forse non deve neanche esserlo. Siamo esseri composti da una parte maschile ed una femminile, siamo sole e luna , siamo bianco e nero.

Cosa ci porta a stare in contatto con i nostri limiti se non la gioia più grande o la rabbia più intensa?

Il mio consiglio, quello di una Maestra e di una mamma, è vivi e fai vivere al bambino i momenti di rabbia, fai scorrere, lascia andare e dopo parlatene.

Cosa ha scatenato in te una forza tale? Come ti fai sentire e come mi fa sentire?

Sono le domande che potete rivolgere al bambino e a voi stessi. Dopo di che un grande, immenso abbraccio, perché nessun momento di disagio sarà mai troppo grande per offuscare la grandezza di un abbraccio.

Da Maestra Manu é tutto, a presto.