Per spiegare l’importanza degli spazi aperti all’interno dell’apprendimento bisogna, prima di tutto, esprimere al meglio la corretta concezione che è appropriato avere riguardo l’infanzia. Negli ultimi decenni è stata messa in atto una vera e propria rivoluzione copernicana applicata alla visione che si ha del bambino. In questa nuova cultura dell’infanzia si passa dal bambino della psicoanalisi di inizi Novecento, legato indissolubilmente alla madre e accompagnato da una grande frustrazione nel lasciarla, bambino “specchio” dell’adulto bisognoso unicamente di attenzioni e cure affettuose, fino ad un modello di bambino riconosciuto finalmente come “individuo” a tutti gli effetti, con caratteristiche proprie e quindi gusti e peculiarità soggettive. Un bambino attivo, sociale, curioso, competente, frutto della combinazione delle proprie caratteristiche biologiche innate ed il patrimonio di esperienze vissute nel suo ambiente sociale e culturale. Un essere con talenti, acutezza, inventiva, spirito di avventura. Tutti diamanti grezzi in attesa di essere levigati attraverso il supporto di educatori talentuosi, acuti e creativi mediante contesti e situazioni pensati e non estemporanei. Se si riconosce a questi esseri straordinari la giusta considerazione, si potrà comprendere il perché dar loro la possibilità di imparare in uno spazio educativo così ricco come il bosco. Siamo consapevoli da oltre un secolo che l’ambiente di apprendimento influenza lo sviluppo cognitivo dei bambini, insegnamento lasciatoci in eredità in primis dalla Montessori seguita dal Malaguzzi.

Quali sono quindi le caratteristiche caratterizzanti l’ambiente boschivo che supportano l’apprendimento? È stato notato che esporre un bambino ad ambiente naturale con regolarità, porta col tempo ad un incremento di importanti caratteristiche personali. Parliamo di sicurezza di sé, di capacità di apprendimento, d’entusiasmo, di comunicazione, di capacità di risoluzione di problemi e di benessere psicofisico. I bambini occidentali trascorrono gran parte delle loro giornate seduti su una sedia, praticamente immobili. Mentre ci si trova in ambienti naturali, il corpo è per la maggior parte del tempo in movimento. Capiamo quindi quanto sia importante, nella società attuale, dare la possibilità all’individuo di riconnettersi col proprio corpo all’interni di spazi aperti in cui ci si può muovere liberamente, correre, saltare. Non solo il benessere fisico ma anche quello psicologico va preso in considerazione.

Dalle nuove teorie nominate “shinrin-yoku” (bagno di foresta), percepiamo quanto trascorrere del tempo in un bosco sia benefico per la nostra anima ed abbia considerevoli effetti rilassanti. Il selvaggio, ma allo stesso tempo controllato e sicuro ambiente delle scuole all’aperto dà la possibilità al bambino di imparare come prendere decisioni riguardo il rischio che sta affrontando in maniera indipendente. Lo aiuta inoltre a capire i propri limiti e a saper far fronte a situazioni che non sono per nulla familiari senza subire interferenze da parte dell’adulto.

La maggior parte dell’apprendimento deriva quindi dal gran numero di occasioni che diamo al bambino nel sapersi mettere alla prova in situazioni che vive in prima persona nella vita reale. Le attività pratiche che vengono svolte, oltre al beneficio di sviluppare la manualità, portano il bambino ad essere in grado di organizzare il proprio tempo in maniera autonoma e a saper inoltre trovare il proprio ruolo all’interno del gruppo. Giornalmente noto bambini che hanno insicurezze nel far sentire la propria voce all’interno dell’ambiente classe, messi in contesti naturali, tirano fuori caratteristiche inaspettate. Cambiando il concept, da apprendimento teoretico a quello pratico, molti soggetti riescono ad esprimersi in maniera completamente differente e assolutamente brillante. Come anche, soggetti con problemi comportamentali, risultano estremante a proprio agio, più calmi, più concentrati, in grado di focalizzarsi più facilmente e per un maggior tempo ed essere parte attiva e rispettosa all’ interno del gruppo di apprendimento.

Altro aspetto estremamente importante è la cura ed il rispetto per gli ambienti naturali che viene acquisito. Solo un bambino che ha trascorso del tempo di qualità nel bosco sarà in grado di diventare un adulto che rispetterà l’ambiente e comunicherà alle generazioni future l’importanza di ciò. Tutte le informazioni apprese su se stesso saranno poi utili al bambino in ambiti differenti, partendo da esperienze in famiglia, nel gruppo di amici o in classe. Parliamo quindi di un processo di apprendimento aperto e che porterà benefici non solo all’ interno del curriculum scolastico ma sarà un Long-life Learning in cui ruoli e competenze appresi saranno fondamentali per il resto della vita in molteplici contesti.