Eccomi arrivata al Centro Estivo in Natura. Una nuova avventura ha inizio.

In tanti anni da educatrice non ho mai fatto questa esperienza e sono un pò spaventata. Mi chiedo “Cosa devo fare esattamente? Cosa si aspettano da me bimbi e bimbe, genitori e colleghi?”

Mi sento spaesata, preoccupata e anche un po’ sola. Varco il cancello d’entrata, trovo i primi bambini e cerco di perdermi un po’ in quegli occhi che spesso sono stati la mia casa. Inizio a sentirmi al sicuro e le paure iniziano ad appianarsi.

Anche se conosco solo alcuni di questi bimbi, mi sento un po’ a casa perchè loro riescono a farmi vivere viaggi fantastici verso mondi meravigliosi. Io non faccio altro che seguirli e qui, dove tutto è natura e tutto è perfetto, si riesce ancora meglio.
I genitori ci affidano i bimbi salutandoli e vanno via, chi con più tranquillità e chi con meno facilità, ma tutti riescono a fare questo grande atto di fiducia.

Ad un certo punto arriva lei, una bimbetta di cinque anni che non riesce a staccarsi dalla mamma. La sento così vicina, vedo nei suoi occhi ciò che io provavo solo qualche minuto prima. Lei è lì con la sua fragilità e allo stesso tempo ne percepisco la fantastica forza. Vorrei dirle “Fidati di te stessa, puoi riuscirci!” ma lei non guarda in faccia nessuno, fissa il pavimento e si nasconde dietro la mamma. Non riesce a separarsi da lei, ha bisogno della sua mamma in questo primo giorno.

La mattina dopo mi dico “Vorrei almeno parlarle” ma lei ancora non accetta che qualcuno le si avvicini, si fa solo sciacquare i piedi per poi ricoprirli subito. Ogni volta che cerco l’incontro mi rifiuta. Non riesco ad accettarlo, la abbraccerei volentieri ma ho il dovere di rispettare i suoi tempi.

Il terzo giorno ancora mille tentativi, ma questa volta io e i miei colleghi riusciamo ad aprire un varco. Spunta il primo sorriso, iniziano i primi giochi sulla sabbia e la prima vera doccia. Giorno dopo giorno una piccola e nuova conquista. Sorrisi, manine nella mia mano, sguardi, confidenze e finalmente iniza a giocare con gli altri bimbi.

Un bimbetto oggi si è avvicinato a lei dicendo “Ma allora parli? Dai giochiamo insieme!” e la magia si crea con due bimbi che si fanno solletico e si divertono.

In me si rinnova la meraviglia quando la vedo.
I bimbi e le bimbe sono fragili e forti allo stesso tempo. Ognuno è unico e speciale.
Ed io, felice, mi perdo in quei mille occhi diversi e incantevoli.