Maurice Mikkers era un bambino dislessico e come molti di questi piccoli divergenti sviluppò delle capacità fuori dal comune. Nel suo caso mise tutte le sue energie e attenzioni in materie come fisica, matematica, chimica dove al posto della parola scritta (che lo confondeva) preferiva i numeri e le formule. Crescendo diventò un tecnico di laboratorio e il microscopio era per lui un libro di immagini da sfogliare. Ogni giorno un fiume in piena di vetrini e istantanee da elaborare suscitavano in Maurice una passione irrefrenabile per l’arte e la fotografia. Si iscrisse all’accademia e diventò un fotografo professionista. Come solo un ex bambino divergente riuscirebbe a fare, coniugò due passioni apparentemente distanti, diventando così un fotografo di elementi passati al microscopio

Oggi Maurice afferma che ogni elaborazione al microscopio è l’inizio di una storia. Quella che lo rese noto in tutto il mondo nacque però da un piccolo banale incidente, ovvero quando sbatté contro un tavolo! Non sappiamo se nel momento seguente ci siano state imprecazioni, ma ve lo immaginate un ex tecnico di laboratorio che come primo pensiero ha quello di raccogliere le proprie lacrime e analizzarle al microscopio, fotografarle e farle diventare un quadro?

Da quel momento Maurice scoprì che ogni lacrima è un’opera d’arte unica, che le lacrime non sono tutte uguali, che a seconda della persona e dell’emozione che sta provando la cristallizzazione genera “quadri” differenti. 

Maurice sta ancora studiando le variabili che influiscono sulla forma, ma su qualcosa possiamo già essere essere d’accordo con lui: le lacrime sono bellissime, volendo essere ridondanti direi commoventi. 

Una volta una donna straordinaria mi disse che le lacrime scendono quando l’anima comprime il corpo, lo strizza come se fosse uno straccio. Che liquido particolare le lacrime, salate come il mare, gocce dell’oceano dei nostri sentimenti

Studiando il lavoro di Maurice non ho visto approfondimenti sulle lacrime dei bambini ma ho l’impressione che una volta fotografate saranno simili ai diamanti.

Ricordo quella volta che mi trovavo vicino a un bambino che stava piangendo, vidi nei riflessi delle sue lacrime le paure dei genitori e le ombre degli adulti. Ciò che però non dimenticherò mai fu quella lacrimuccia che precipitando da una guancia rosa come un’alba, volando nell’aria, lasciò una scia arcobaleno. Il sole era quel piccolo cuore e il raggio di luce che era partito si divise per rifrazione in quella gocce d’amore facendomi vedere tutta la gamma dei colori della speranza.