Molte cose possono nascere da un incontro.

Questa è una storia, di incontri e di cose che nascono e crescono. Il primo incontro di questa storia è stato con il mio papà, un essere molto vicino al mondo delle piante, che mi ha trasmesso l’amore per la natura, vivendolo. Poche parole spese a riguardo, guardarlo stare nel suo giardino mi ha insegnato come stare in un giardino.

Quando guardo la chioma degli alberi io vedo papà.

C’è stato poi un altro incontro importante, qualche anno fa, quello avvenuto con Maestra Sabina, ora collega, amica e compagna di Vita. In lei ho rivisto me, quella bimba che insieme alle piante poteva trascorrere ore, nutrendosi del vederle crescere e fiorire, appassire o fare i loro frutti. L’amore per le piante, nelle loro infinite forme, per il rapporto intenso e delicato che si può avere con questi esseri incredibili, ci ha unite sin dall’inizio.Poi, un’inaspettata mattina di sole di Febbraio, un altro incontro determinante per questa storia. Maestra Barbara, insegnate della 4°C dell’I.C. Via delle Azzorre, Scuola che da tre anni ci ha accolto per avviare un progetto sperimentale di Educazione in natura. Questa bella maestra con i capelli rosso fuoco un giorno come tanti altri entrava in giardino e, vedendoci giocare fuori con i bambini, si è avvicinata. Ci siamo subito abbracciate e lei ha regalato a me e a maestra Sabi  una conchiglia appena raccolta sulla spiaggia. Non ricordo parole, solo sguardi e gioia di conoscersi. Poi i giorni sono passati veloci, pieni di cose da fare e, solo in prossimità della Primavera, gli intenti si sono uniti: l’obiettivo era che i bimbi potessero incontrarsi e conoscersi prendendosi cura, allo stesso tempo, del loro spazio di giochi. Abbiamo deciso di trasformare il giardino in un Giardino, ricco di fiori ed aiuole, lasciando che il lavoro in comune e a contatto con le piantine da curare portasse a momenti di confronto, di conoscenza, a nuove amicizie

E così, il giorno dell’Equinozio di Primavera, abbiamo iniziato.

Il progetto “Aiuolando” prevedeva che ci si incontrasse al mare per un risveglio a suon di onde e sapore salmastro, che si cantasse, si facesse qualche giochino tutti insieme in cerchio e poi ci si prendesse qualche momento liberi di inventarne altri sulla spiaggia. I bimbi della 4°C si sono uniti con partecipazione e gioia al risveglio in riva al mare, portando una canzone a loro cara, Il mio Canto Libero.

L’abbiamo cantata tutti insieme, chi più chi meno a squarciagola e una mattina è successo che mentre cantavamo la nebbia e le nuvole si sono diradate lasciando spazio al sole e all’azzurro del cielo.

E l’immensità
si apre intorno a noi
al di là del limite
degli occhi tuoi.

Qualche lacrima che scende da sotto gli occhiali, perché quei momenti erano Immensità. A seguito del risveglio marino ci dirigevamo tutti insieme a scuola per iniziare i grandi lavori nel giardino. Prima lavorare un po’ la terra, togliendo via erbe selvatiche e sassi, poi aggiungere un po’ di terriccio fertile ed infine mettere in terra le piantine, che volta dopo volta, sono state portate da tutti i bambini. Da ultimo ci siamo dedicati alla pacciamatura con paglia dorata, per proteggere le piantine dalla pioggia e dal troppo sole. Tutto questo divisi in gruppi ed uniti dalla voglia di impegnarsi, di scherzare, di capire come fare per innaffiare tutte le piante o per delimitare le aiuole. Chi ci vedeva lavorare, maestre, bambini e genitori della scuola, ha iniziato a chiedere informazioni, tanto che alla fine altre quattro classi hanno partecipato al progetto ed hanno continuato a prendersi cura delle aiuole in autonomia.

Fin quando, qualche giorno fa, Maestra M. della 2°A mi ferma e mi dice con gli occhi che brillano:“Ho pensato che il prossimo anno potremmo fare un nuovo progetto, Adotta un’aiuola! Potremmo fare dei gruppi interclasse che adottano un pezzetto di terra di giardino e si occupano di realizzare delle aiuole e prendersene cura, che ne dici?!”

Ne dico che non potevo chiedere di più e che, come spesso accade, la Bellezza della realtà supera l’immaginario.

“Fate giardini!
Veri giardini, naturalmente, luoghi indomiti, fuorilegge.
Tracciate il vostro disegno sulla faccia della terra,
che si presta sempre volentieri ai sogni dell’uomo,
piantate un giardino e prendetevene cura.
E proteggete anche quelli che restano e resistono,
i vecchi luoghi abitati dalle piante che arrivano da lontano e continuano a sognare,
nonostante il baccano che li circonda.
Lavorate con i poeti, i maghi, i danzatori
e tutti gli artigiani dell’invisibile
per rimettere al suo posto il mistero del mondo.”

Jorn de Précy tratto da “E il giardino creò l’uomo”

Ed io aggiungo, facciamo sì che l’amore per il mondo e la natura scaturisca nei bimbi naturalmente, laddove ancora non è manifesto, che nasca da momenti di incontro, di relazione, empatia e conoscenza. Che non sia un’imposizione o una forzatura ma uno slancio naturale, Vitale.

Così come naturale e vitale può essere un Incontro.