Ciò che chiamiamo “gioco da ragazzi” potrebbe essere la risorsa più importante e più potente per lo sviluppo e l’apprendimento di tuo figlio. L’infanzia è il periodo più bello, un momento di pura magia, dove tutto assume mille forme, colori, odori e sapori, dove tanti cuscini si traformano in un castello, un albero nella torre di una principessa, un lenzuolo nel mantello di un supereroe e un paio di mutande diventano la maschera del cattivo. Ciò che potrebbe all’apparenza sembrare semplice divertimento è frutto di un lavoro molto importante. Quando nel gioco i bambini usano l’immaginazione, sviluppano capacità psicologiche ed emotive che li aiutano ad intraprendere una relazione con i luoghi ed i tempi che abitano. Stanno imparando ad essere flessibili, a cambiare in base alle necessità, a risolvere i problemi e a creare nuove possibilità, persino a cambiare il mondo. Il mondo del gioco è un processo che permette di esplorare sia il mondo fisico che quello interiore, aiutandoci a riconoscere le nostre sensazioni nei confronti di qualcosa e questo ci aiuta a scegliere. Come afferma la psicologa Sally Goddard Blythe, “tra i tre e i quattro anni i bambini cominciano ad interagire con le parole e potremmo sentire nostro figlio dire al suo orsacchiotto di essere cattivo e allo stesso tempo, dopo poco, vederlo che amorevolmente fa addormentare il suo pupazzo. In questo tipo di attività fantasiosa, i bambini possono recitare, emulare delle esperienze di vita vissute, elaborando le loro emozioni passate, entrando in empatia con le figure genitoriali, cercando di comprendere perché i genitori fossero arrabbiati, di come ci si sente a prendersi cura di qualcuno ed essere accuditi”.