Anche per questa volta è finita. Pagelle consegnate, colloqui fatti ed ecco che alcuni si esprimono liberamente : “Eh…ora voi andate in ferie e tocca a noi tenerli!” Quanta difficoltà espressa in così poche parole, da chi si aspetta un’estate di lavoro pochi giorni di vacanza, insieme ai propri figli “scolasticamente disoccupati”.

Capisco molto bene la necessità quindi di chi domanda compiti, impegni, centri estivi e così via, ma azzardo alcuni pensieri per così dire alternativi. Provate a immaginare che sia possibile creare reti sociali e piccoli gruppi di aiuto già durante l’inverno, come piccole formiche accumulatrici di tempo, da poter utilizzare a turno durante questo splendido periodo caldo e solare. Un nucleo famigliare è piccolo al giorno d’oggi e più nuclei possono diventare un micropaese, al cui interno trovare diverse attività e soluzioni.

Provate a immaginare che i compiti, se ci sono, siano applicazione di realtà. Anche un Campionato o un’Olimpiade contengono tutte le informazioni, sicuramente accattivanti, che possono stimolare attenzione, creatività, problem solving, per non parlare di passeggiate, nuotate, raccolte, osservazioni, scoperte anche nel posto più vicino a casa che, visto con occhi diversi, può trasformarsi.

Il tempo senza scuola è un tempo dilatato, non fatevi prendere dal panico, non vogliate riempirlo perché mancano le 8 ore tra i banchi.  Provate ad immaginare che sia l’occasione dell’autonomia, del distacco, delle nuove conoscenze, soprattutto che sia un tempo nuovo anche per voi!
Immaginate bene e vedrete che non è così difficile.

Buone vacanze.