«Il termine stesso Bimbisvegli racchiude in sé i due pilastri su cui si incardina l’intero intervento educativo.

Bimbi: si sostengono negli alunni tutti i diritti basilari dell’infanzia, tutte le caratteristiche delle tappe evolutive che ognuno di loro attraversa , ponendo in essere attività prevalentemente basate su un approccio empatico, affascinante, coinvolgente, sensoriale. Ricordandoci della specifica tappa evolutiva in cui si trovano i bambini di età 6-11 anni, molte attività saranno introdotte con il gioco: fare tutto con il gioco ma niente per gioco. I bambini, piccoli individui in formazione, vengono accolti nel loro bisogno di esprimere la loro fantasia, emotività, corporeità, empatia. Spesso l’uso di favole e racconti aiuta a rendere più chiari eventi umani e avvenimenti storici o processi scientifici che a livello concettuale sarebbero più complessi. Possiamo dire che il fantastico in questo caso diventa più realistico del razionale.
 Niente viene però preso per gioco o sottogamba. Dopo aver spiegato e compreso un fenomeno con la fantasia e l’ausilio di giochi e canzoni, si sintetizza e si passa al piano teorico e cognitivo in modo da strutturare e consolidare un pensiero via via più razionale La sperimentazione diretta di fenomeni, relazioni e reazioni viene utilizzata come modalità abituale.

Svegli: si riconosce ai bambini, futuri adulti, cittadini del mondo che sarà, l’ importanza e il diritto a porsi domande, trovare e proporre soluzioni, esprimersi. Per sostenere e favorire questa inclinazione a coinvolgersi per il bene comune e diventare futuri cittadini, solidali, critici e attivi, si coinvolgono i bambini nella maggior parte delle decisioni di classe: si leggono notizie d’attualità si presentano personaggi del passato e del presente che con il loro esempio e con il coraggio di scelte coerenti hanno saputo illuminare e rendere il mondo più bello e giusto. I bambini sono incentivati ad osservare e ad avere opinioni, discutendole nel rispetto di quelle altrui e a prendere posizione pubblicamente con lettere ai giornali, alle autorità e sul blog di classe, il cui motto è : lo spazio dei piccoli , che pensano (ed agiscono) in grande. Non è mai troppo presto per capire come va il mondo. In questo modo si cerca di procedere, adulti insegnanti e bambini alunni, ricercando costantemente l’equilibrio tra le rassicurazioni del riconoscimento delll’età infantile che i bambini stanno attraversando e la prospettiva dell’età che verrà con le potenzialità di interazione e di coinvolgimento nella società»

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