L’inserimento/ambientamento dei piccoli al nido d’infanzia, solitamente, rappresenta la prima separazione sia per il bambino, che scopre un mondo nuovo e diverso, sia per i genitori, che lo affidano alle cure di una persona non appartenente al nucleo famigliare.

È un momento fondamentale e delicato dal punto di vista relazionale per la costruzione del rapporto con le famiglie e per il bambino stesso, che vive nuove relazioni con adulti, coetanei e bambini di età diversa.

Mi ha favorevolmente colpita sperimentare come, per alcuni bambini, la dimensione natura, il “fuori”, sia elemento riequilibratore di tensioni. L’ambientamento al nido di F., 2 anni, ha funzionato proprio in questi termini, spaziando dall’ampia terrazza che abbraccia gran parte della struttura al giardino circostante. La separazione dalle figure genitoriali si è rivelata non priva di difficoltà, ma noi educatori abbiamo osservato che le criticità nel momento del congedo erano superate dolcemente proprio uscendo all’aperto o accogliendo direttamente il piccolo nella zona esterna alla sezione del nido d’infanzia.

È stato come se si attivasse un interesse che spostava l’attenzione del bambino, un piacere immediato che muoveva risorse interne di ricerca e scoperta. I momenti critici li abbiamo affrontati e superati con questa modalità: giocando con i materiali naturali in terrazza, quando l’area esterna non era praticabile, o immergendosi in quel giardino, al pari di un luogo magico. Abbiamo sperimentato che la natura rappresenta una dimensione libera da stress e pressioni di vario genere, che coinvolge bimbi e adulti in possibilità illimitate, stimolando il pensiero creativo, generando ed amplificando benessere e salute.

Il corpo, orientato in uno spazio naturale ed in una dimensione temporale svincolata dai ritmi diretti dagli adulti, sperimenta, si attiva, apprende, riequilibrando emozioni forti e contrastanti. Noi educatori abbiamo osservato ogni giorno le reazioni di F. alle varie proposte, ponendoci come una presenza che rassicura, un facilitatore che ascolta, osserva e si pone al fianco del bambino nel suo cammino di scoperta.

L’ambientamento è stato l’inizio di un’esperienza di crescita, un percorso per il bambino, la famiglia e gli educatori, finalizzato alla costruzione di un benessere comune.

Come ha scritto Saint – Exupéry: “I grandi non capiscono mai niente da soli e i bambini si stancano a spiegargli tutto ogni volta“.

Sta a noi educatori, a noi adulti aprire cuore e mente per disporsi in una posizione di ascolto ed accoglienza.