Ricordo ancora quando sentii raccontare la storia di Becco di Rame da Alessandro Polinori, vicepresidente della Lipu e responsabile del CHM Lipu di Ostia. Rimasi rapito da questa vicenda che aveva per protagonisti un’oca, una donna amorevole e un audace veterinario. Una storia di amore, cura, coraggio e diversità, che ha la potenza di una fiaba, che lascia nel cuore di chi ascolta la luce della speranza e pone lì un seme che conserva in sé la forza per affrontare le avversità della vita.

Voglio raccontarla così…

C‘era una volta Ottorino, una giovane oca che viveva in campagna, amorevolmente accudita da una signora di nome Gisella. Una buia notte di febbraio, una volpe entrò nella fattoria di Gisella con l’intento di riempirsi la pancia. Tutti gli animali furono presi dal terrore e fuggirono, ognuno in una direzione diversa. Tra tutti, Ottorino trovò il coraggio di affrontare l’aggressore. Ci fu così un gran parapiglia e dopo una dura lotta l’oca mise in fuga la volpe. Gli animali della fattoria erano sani e salvi ma Ottorino rimase gravemente ferito nello scontro, perdendo la parte superiore del becco.

Gisella chiese l’aiuto di Alberto Briganti, un famoso veterinario noto per le sue strabilianti avventure. Un giorno salvò sei lupi dell’Appennino, un’altra volta un gatto che venne lavato in una lavatrice e un’altra volta ancora tolse anche un dente ad un elefante di un circo. Gisella pensò che non c’era veterinario migliore a cui affidare Ottorino. 

Nonostante le condizioni dell’oca fossero critiche, Alberto tentò un’operazione che nessuno mai aveva fatto al mondo: costruì un becco di metallo per Ottorino. Prese una lastra di rame e la modellò adattandola al muso dell’oca, dandole così la possibilità di mangiare nuovamente e di tornare, con un nuovo becco, alla sua vita nella fattoria.

Da quel momento Ottorino divenne Becco di Rame. 

Il gesto eroico dell’oca non ha il connotato dell’azione egoistica volta a salvare solo se stessi. Ottorino ha lottato per difendere anche gli altri abitanti della fattoria, l’altro diverso da sé, divenendo un esempio virtuoso di difesa della propria comunità e solidarietà.

L’avventura non è finita qui.

Becco di Rame ha fatto della sua “diversità” un punto di forza, iniziando per prima cosa a far visita ai bimbi ricoverati nell’Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze per poi raggiungere scuole, teatri e ospedali di tutta l’Italia. Grazie alla pubblicazione di un libro e ad uno spettacolo teatrale, è diventato un esempio unico e virtuoso di Pet Therapy narrativo. Inoltre nel tempo si è venuta a costituire la Fondazione Becco di Rame che ha come obiettivo quello di aiutare le realtà sportive dei giovani atleti appartenenti al mondo dei protesici-disabili.

Becco di rame non è una semplice oca.
Becco di Rame è un eroe e con il suo esempio ci dimostra che nella vita anche le prove più difficili si posso affrontare e superare.

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Briganti A., Becco di Rame. La più bella favola per bambini tratta da una storia vera, Editore Becco di Rame, Firenze,  2016