Quando arriva l’estate ecco che sulle spiagge è facile trovare famiglie che si rilassano dopo un lungo anno scolastico. Giocare sulla sabbia è ancestralmente un richiamo per grandi e piccoli. Che bei ricordi stanno accumulando e negli occhi dei genitori si vede la voglia di rendere felici i propri cuccioli. Il mare ti fa venire la voglia di portarlo a casa, di chiuderlo in una bottiglia e molti (troppi) diventano ossessivo-compulsivi nel raccogliere conchiglie!

In questa atmosfera di festa ecco spuntare come funghi i chioschi di giocattoli di plastica a basso costo. Sabato scorso, tra quelle mille diavolerie, ecco che i miei occhi si sono soffermati su un bastone di plastica, alimentato a batteria, con lucine e unicorni. Una nuova diavoleria affascinante e seduttiva. L’unica cosa più luminosa di quell’unicorno era la bimba di circa tre anni che stava guardando con gli occhi a cuoricino il papà.

La gioia che avrebbe portato nella sua vita sarebbe stata incommensurabile, per un’eternità lunga circa 15 secondi. Potevo vedere l’imbarazzo del povero uomo, visibilmente provato nel cercare di resistere alla sua principessa.

Terminati i 15 secondi di esaltazione, il destino dell’unicorno lo porterà nel fondo di una scatola dei giocattoli, in attesa di incontrare la propria morte causata dalla furia omicida di un trasloco o di una vendita di beneficenza. Ma non lasciamoci ingannare, la creatura mitica è quasi immortale.

Se anche uscirà dalla quella casa, volerà su un arcobaleno di immondizia, in una discarica circondata da galassie di scarti che impiegheranno più di 500 anni per degradarsi. I giocattoli sono notoriamente difficili da riciclare. Riesci a visualizzare questa catena dell’Himalaya di rifiuti?

Ci sono ragioni antropologiche per le quali i bambini (gli umani in generale) sono accumulatori seriali e collezionisti. Ma noi adulti dobbiamo essere quel meccanismo di regolazione che i bambini molto spesso non hanno e hanno bisogno del nostro esempio per impararlo.

Certo, possiamo (e dovremmo) insegnare loro la durata di vita di un prodotto e dove andrà dopo aver lasciato la nostra casa, ma non possiamo pretendere che loro capiscano. Il senso del tempo si acquisisce lentamente.

Da cosa è causata questa fame insaziabile di oggetti?

Lo shopping produce scariche di dopamina potentissime! Per questo, se vogliamo competere e avere delle chance di vincere, dobbiamo generare picchi di ossitocina con abbracci, carezze e massaggi! Dobbiamo creare industrie di risate, di coccole, di contatti visivi. Se vogliamo che i nostri figli si concentrino sui veri doni, dobbiamo metterci in gioco fisicamente, emozionalmente, mentalmente.

Il giocattolo spazzatura è simbolo di un rapporto occasionale, molto spesso comprato per distrazione e sempre con superficialità. Diventa egoista, non dividere l’amore dei tuoi figli con degli oggetti scintillanti che diventeranno immondizia. L’acquistare può essere un gesto inquinante o rivoluzionario, nostra è la scelta.

Diventa tu il regalo più bello per i tuoi figli, donagli il tuo tempo e la tua fantasia!