Come Maestra di una Scuola in Natura mi capita spesso di pensare alla connessione tra bambino e natura nel senso stretto del termine.

Così, in maniera spontanea, immagino il bambino come il seme di un albero che, stretto nell’abbraccio della sua famiglia, inizia a sbocciare e poi, come la terra fa con gli alberi, i genitori lo donano al mondo facendogli fare un iniziale e timido capolino. Solo una piccola parte di lui esce fuori e lentamente fortifica le  sue radici, creando connessioni con le piante che crescono vicino a lui.

Immagino le insegnanti come foglie del sottobosco, mature per portare la propria esperienza nel mondo, cadute dagli alberi per accogliere, coccolare e scaldare questi piccoli germogli. Grazie alle foglie del sottobosco, questi germogli possono imparare a connettersi con nuove creature in questo mondo pieno di vita: animali, piante, sole e pioggia. Un’unica entità, una sola cosa per far crescere ogni singolo seme, ogni singolo essere.

Sempre più lontano dalla terra, ancora più lontano dalle foglie Maestre, il nostro fuscello diventa un fusto e diventerà un albero. Ogni albero é diverso dall’altro, per specie, profumo e forza, ma tutti sono unici, indispensabili e fanno parte dello stesso bosco.

Penso alle giovani querce, lecci e magnolie che ogni giorno ho il privilegio di incontrare nel mio cammino di maestra. Le osservo crescere non come farebbe un giardiniere che modella le piante, ma come una foglia che sussurra al vento parole di libertà ed è libera.

Questo credo sia per me il significato di educare. Osservare con la meraviglia negli occhi un bosco incantato che ogni giorno cambia, di cui faccio parte e verso il quale sento un forte legame.

Da Maestra Manu è tutto. Alla prossima…